Il piacere del mare

mare

Stavo passeggiando. Come sempre auricolari alle orecchie, musica a tutto volume, una canzone dei Sex Pistols (non sono Miss Perfettina come vi aspettavate) e pensavo.

Pensavo a tutti i bei momenti vissuti e inevitabilmente mi sono accorta che in tutti questi bei ricordi, una figura sempre presente è il mare. Una distesa d’acqua, pensandoci mi mette ansia tutta quella immensità. Ma allora perché nei miei ricordi più belli c’è il suo rumore, il suo profumo pungente, il suo oscillare in maniera così calma che su me ha un effetto contrario?

Una prima risposta che mi sono data mi diceva che era il mio essere napoletana e attaccata a questa terra a farmi immaginare il mare ovunque andassi,  poi c’ho pensato e mi sono detta da sola che era la risposta più banale che potessi darmi. Non avevo notato che mentre pensavo il mio passo era diventato più veloce, così veloce da non tenere più il ritmo della canzone che suonava nelle mie orecchie.

Continuavo a cercare una risposta. Forse perché amo l’estate e quindi i ricordi estivi sono quelli che considero più belli, forse sono le vacanze e quell’aria di libertà che me lo ricordano. Non ci siamo, ancora banali come risposte. Possibile che senza rendermene conto stia corredo?

Mentre mi faccio spazio nell’aria ed il vento colpisce la mia faccia per poi abbandonarsi alle mie spalle, mentre il mio cuore batte all’impazzata, sento tutto il mio copro muoversi, tutti i miei muscoli collaborano insieme, mi manca il fiato, mi fermo.  Inspiro aria dal naso, un gran respiro e mentre sento i polmoni che si aprono come un colpo e un fulmine nella mia testa.. Ho la risposta!

Il mare è calmo (quella calma che mi mette ansia), ma pensandoci quando il vento lo accarezza l’acqua in superficie si agita. E’ un po’ come la mia corsa, sono partita da una semplice passeggiata, sono passata dall’ essere calma all’essere un fulmine. Quella calma è apparente. E’ un po’ come me, come noi. Siamo così semplici all’apparenza, ma il caos regna dentro noi. Ecco perché lo ricordo in tutti i miei momenti felici, perché forse all’esterno potevo pur sembrare tranquilla, ma dentro me era un continuo esplodere in vortici di emozioni e spumose sensazioni  che mi facevano star bene. In quei momenti sono calma.

Barrico dice che: “Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni”. Io c’ho provato a darmi una risposta, una spiegazione al mio mare e adesso non è più così banale.

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