Happy birthday Steven!

30 maggio 1980: a Whiston, cittadina del Merseyside a 13 km da Liverpool, in una famiglia da sempre tifosa della squadra rossa della città, nasceva Steven Gerrard. Si avvicina prestissimo al mondo del calcio, iniziando a dare i primi calci al pallone nella squadra locale, fino a quando, all’età di 7 anni, viene notato da un osservatore del Liverpool. Un sogno che si realizza!

Dopo la trafila nella giovanili, arriva il debutto in prima squadra nel 1998. Da lì in poi, il tecnico Houllier inizia a schierarlo con sempre maggiore continuità, fino a renderlo un titolare inamovibile. Anche il suo palmares comincia ad arricchirsi: il Liverpool vince nell’ordine Coppa di Lega, Coppa UEFA, Charity Shield e Supercoppa UEFA, contro i tedeschi del Bayern Monaco. Steven inizia a farsi notare dal mondo intero, e nel 2003 diventa capitano dei Reds, e i tifosi iniziano ad amarlo. Un anno dopo, però, Steven è sul punto di cedere alle lusinghe del Chelsea, dove troverebbe Josè Mourinho, che stravede per lui. Ma si mette di mezzo uno spagnolo, che convince Steven a rimanere a casa. Quello spagnolo è Rafa Benitez, il nuovo allenatore del Liverpool, probabilmente l’uomo che più di tutti è riuscito a valorizzare le qualità del capitano. Ed è un uomo che a Liverpool ricorderanno per sempre per un’impresa storica.

Istanbul, 25 Maggio 2005: il Liverpool, dopo una cavalcata memorabile, approda in finale di Champions, dove ad attenderlo c’è il Milan, che aveva vinto la Coppa due anni prima. Le cose si mettono subito male per gli inglesi: dopo solo un minuto di gioco Paolo Maldini porta subito in vantaggio i suoi, poi una doppietta di Crespo fissa il risultato sul 3-0. Finisce il primo tempo, ma anche la partita sembra ormai chiusa. Ecco, sembra…

Steven decide di fare il capitano e si carica la squadra sulle spalle: su un cross bellissimo di Riise, si alza in cielo e impatta il pallone di testa, trafiggendo Dida e riaprendo le porte della speranza per la sua squadra.

Poi Smicer riduce ulteriormente il divario con un tiro dalla distanza: 2-3. E infine, ancora Steven si invola in area di rigore rossonera. Gattuso lo stende: calcio di rigore. Dal dischetto va Xabi Alonso. Dida respinge il penalty. Ma sulla respinta lo spagnolo è il più veloce di tutti e insacca, regalando ai suoi un pareggio che sembrava insperato. Il tutto in soli 6 minuti. Si arriva ai calci di rigore. I rossoneri partono malissimo, sbagliando i primi due tiri dal dischetto, prima con Serginho e poi con Pirlo, mentre per il Liverpool segnano Hamann e Cissè, poi i gol di Tomasson e Kakà, insieme all’errore di Riise, rimettono tutto in discussione. Il rigore decisivo lo tira Shevchenko. Di fronte a lui c’è Dudek che, imitando Bruce Grobbelaar che regalò la Coppa al Liverpool ai rigori contro la Roma, mette in scena una strana danza, con lo scopo di distrarre il tiratore. La danza funziona, Shevchenko sbaglia. Il Liverpool è campione d’Europa, ancora una volta ai rigori, ancora una volta contro un’italiana. A fine partita Steven verrà premiato col titolo di miglior giocatore del torneo, e al termine della stagione si classificherà terzo nella graduatoria del pallone d’oro, vinto poi da Ronaldinho.

Il Liverpool continua a vincere altri trofei, tra cui una FA Cup contro il West Ham, decisa da una doppietta di Gerrard, tra cui quello bellissimo del 3-3, con un siluro da 35 metri. Ma ciò che manca al palmares di Steven (e anche a quello del Liverpool, che non vince dal 1990) è il Campionato. I Reds ci andranno vicini nel 2009, trascinati dal capitano e dalle reti di un bomber spagnolo, Fernando Torres. Ma alla fine dovranno arrendersi dinanzi al grande Manchester United, trascinato da Cristiano Ronaldo, il giocatore più forte di quel periodo. E ci andranno vicinissimi anche nel 2014: pur non godendo dei favori del pronostico, i Reds giocano un campionato fantastico, e in Aprile vincono lo scontro diretto contro il Manchester City: Sterling e Skrtel portano sul doppio vantaggio il club del Merseyside, poi Silva e un’autorete di Glen Johnson, rimettono il risultato in parità. Ma poi ci pensa Philippe Coutinho a regalare il successo ai suoi. Sembra fatta, ma poi arriva la maledetta partita contro il Chelsea. E il destino si rivela davvero crudele. Il Liverpool domina ma non riesce a trovare il gol, e a fine primo tempo avviene l’impensabile: Gerrard riceve un pallone innocuo nella propria metacampo,  ma scivola, spianando la strada a Demba Ba, che porta in vantaggio il Chelsea, che vincerà la partita. Niente Premier per il Liverpool, niente Premier per Steven, che a fine partita scoppia in lacrime, divorato dal rimorso e dal senso di colpa. Ma non è uno scivolone a cancellare tutte le imprese, tutte le vittorie, tutto ciò che Steven ha regalato alla sua squadra, ai suoi tifosi, la sua gente, in una storia d’amore bellissima. La storia si è conclusa al termine della scorsa stagione, visto che la società ha deciso di non rinnovare il contratto al leggendario capitano, che ha deciso di tentare l’avventura in America, nei Los Angeles Galaxy.

Ma il legame con la squadra, con il club, con i suoi tifosi va oltre ogni contratto e rimarrà indissolubile.

Buon compleanno Steven!

 

 

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